Negli ultimi anni sono stato coinvolto in iniziative di formazione professionale nate dalla volontà di singole persone e non dal reparto marketing di qualche grosso marchio coinvolto nel settore delle arti grafiche o dei new media.
Sto vivendo quindi anche la difficoltà nel portare avanti tali iniziative nonostante la poca disponibilità dei vari reparti marketing a spendere soldi, ma soprattutto mi chiedo se è giusto confondere gli eventi di marketing con la formazione vera.
Spesso però, soprattutto nel settore grafico, si fa questa confusione e si partecipa numerosi agli eventi “gratuiti” di presentazione di nuovi prodotti organizzati per vendere e non per formare!
Il problema è proprio questo, ci dobbiamo aspettare che gli eventi formativi siano organizzati/sponsorizzati dai grandi marchi?
Si rischia naturalmente che la formazione passi in secondo piano, si torna in azienda pieno di entusiasmo per quello che si è visto per poi scoprire che abbiamo visto qualcosa che magari c’entra poco o niente con la nostra realtà lavorativa.
Giusto per parlare di qualcosa che conosco prendo ad esempio il tour di Arrivano i Guru 08, per il quale la partecipazione era gratuita, quindi hanno pagato gli sponsor. Si è riusciti a farli intervenire tutto sommato in modo marginale credo mantenendo la componente dei contenuti di alto livello.
Mettiamo che nel 2009 i grandi marchi dicano che non ci sono soldi da spendere per il marketing (cosa che adesso fanno tutti) e quindi non finanziano questi eventi, che per loro rimangono sotto il centro di costo marketing, che facciamo?
Lasciamo che l’entusiasmo degli organizzatori si esaurisca a fronte di evidenti difficoltà economiche?
Io sono convinto che anche nel 2009 si riuscirà a proporre il tour di Arrivano i Guru perché chi organizza non è uno che molla facilmente, però qui c’è una questione di principio che io voglio porre all’attenzione di chi legge, cioè la distinzione tra marketing e formazione.
Mi piacerebbe che ci fosse un movimento dal basso, ad esempio qualcuno che raccoglie le richieste formative con una sorta di tessera che dia diritto alla partecipazione a certi eventi, e ne finanzia l’organizzazione.
Potrebbe essere qualcosa tipo 70/80 euro all’anno che sarebbero alla portata di molti, che nel corso dell’anno potrebbero usufruire di un certo numero di ore con l’esperto di turno, e che questo non sia condizionato dalla disponibilità economica del reparto marketing di qualche grande marchio che si muove solo quando ci sono novità da presentare.
Ad esempio, aspettando i soldi dai grandi marchi, non si organizzeranno mai cose verticali, che sono quelle che servono di più, tipo due giorni sul PDF, sull’impaginazione con InDesign + XML, su come Acrobat si può inserire in un’azienda, e altre cose del genere, o trattare l’argomento “dallo scatto alla stampa” come si farà all’Ischia Foto Workshop.
Sono argomenti che non sono legati al lancio di qualche prodotto ma che servono quotidianamente in un’azienda… e qui pongo un’altra questione, chi deve pagare? I singoli o le aziende?
L’anno scorso a Roma è venuto Martin Evening, un fotografo che fa parte ormai della storia di Photoshop (infatti è Photoshop Hall of Fame 2008), grande amico del grande Bruce Fraser… insomma una figura di rilievo.
Raccogliendo qualche giudizio sull’evento appare chiaro che le aziende non investono nella formazione dei loro dipendenti, non sono sensibili neanche a partecipare alle spese nell’inviare un proprio collaboratore ad un evento di tale portata, di questo passo non si va molto avanti purtroppo… forse è proprio necessario ripartire dal basso.
Che ne pensate?